Il gusto della storia: Il Giardino dei Semplici di Palazzo Ducale

2 Mag 2020 Giardino dei Semplici

IL GUSTO DELLA STORIA: Il Giardino dei Semplici di Palazzo Ducale

a opera di: Anna M. Ferraresi – Guida Turistica Abilitata

Il Giardino dei Semplici ha origine nel Quattrocento contemporaneamente alla Domus Nova. Verso il 1580 divenne noto come giardino del Padiglione per il padiglione che qui si trovava. E’ chiuso ad ovest dalla costruzione della Domus Nova, ad est da un passaggio coperto che si affaccia sul lago di Mezzo e a nord dall’appartamento dell’Estivale, con al piano terra la Galleria delle Metamorfosi.  Nel 1603 il giardino venne risistemato dal frate zoccolante Zenobio Bocchi, un botanico fiorentino già collaboratore di Francesco Malocchi nell’orto botanico di Pisa. Lo sistemò in modo rigoroso e simbolico, ponendovi piante medicinali, dette “semplici”. Queste furono piantate secondo uno schema geometrico che suddivideva il giardino in quattro riquadri, in sintonia con lo schema del giardino all’italiana, le cui armonie vegetali riflettevano i quattro angoli dell’Universo, ma anche i 4 Elementi, le 4 Stagioni, i 4 Umori, le 4 Età dell’Uomo, le 4 fasi del Magistero Alchemico che portava alla realizzazione dell’elisir dell’immortalità. Era prevista una distribuzione delle essenze secondo i concetti della complessa medicina astrologica del tempo.

Si coltivavano fiori e piante per studiarne le virtù ed i poteri e per cercare di svelarne la costante, ordinata struttura, convinti che si celasse sotto l’apparente confusione e la notevole varietà morfologica. La maggior parte delle piante coltivate nel giardino gonzaghesco proveniva dalla Toscana, certi vegetali venivano dal Monte Baldo. Zenobio Bocchi preparava alcuni medicamenti su ricetta propria utilizzando fiori ed erbe del giardino, come ad esempio dai fiori dell’Arthemisia absynthium ricavava una sostanza utilissima per curare i disturbi di stomaco, mentre da quelli dell’Armeria maritima una sostanza contro gli avvelenamenti.

Le piante coltivate non servivano solo a scopi medicinali e curativi, ma anche pratici, estetici e per la semplice osservazione naturalistica. Il laboratorio alchemico di Zenobio Bocchi si trovava nascosto sotto gli Appartamenti delle Metamorfosi. Ancora oggi si può cogliere quell’atmosfera del passato che si cela tra piante e cespugli nel giardino che è stato riallestito nel 1981 a cura dell’architetto Roberto Soggia, secondo il disegno e le essenze “magiche” piantate dal frate francescano.

Guida turistica abilitata in italiano-tedesco Anna M. Ferraresi cel: +39 335 5722049